e cornamuse sono strumenti capaci di un suono incredibilmente armonioso e coinvolgente che può essere raggiunto solamente attraverso un attento lavoro di intonazione e manutenzione. Le loro caratteristiche costruttive sono piuttosto complesse dal momento che le varie parti vengono realizzate con materiali differenti quali legno, canna, pelle, corno e metallo e utilizzano contemporaneamente differenti ance sia semplici che doppie. Ad ogni componente va quindi destinata un’attenzione specifica.
 
e parti principali di una cornamusa (canto, bordoni, insufflatore e relativi ceppi) vengono realizzate in legno, un materiale che, anche dopo l’abbattimento e i molti anni di stagionatura, continua a rimanere vivo e capace di modificarsi continuamente al variare delle condizioni ambientali. Un legno ben stagionato e liberato dalle sue tensioni interne continuerà comunque a variare le proprie dimensioni in base alle condizioni esterne di temperatura e umidità. Al termine del processo di essicazione l’umidità del legno si trova semplicemente in uno stato di equilibrio con l’ambiente esterno. Cambiando l’ambiente varierà anche il punto d’equilibrio.
L’umidità del legno può variare mediamente tra il 10% e il 20% in base alla temperatura e all’umidità dell’aria ma in condizioni climatiche estreme può superare questi valori creando anche gravi deformazioni e danni irreversibili allo strumento.
Indicativamente, temperature basse associate ad aria umida tendono ad aumentare il volume del legno mentre temperature alte e aria secca tendono a farlo diminuire.
Un buon suonatore di cornamusa dovrà imparare ad assecondare queste tendenze naturali imparando a curare lo strumento in modo da tenerlo sempre in ordine e prevenire eventuali rischi di rotture e deformazioni.
 
uonare regolarmente la propria cornamusa è il primo e più importante passo per una buona cura dello strumento. Una cornamusa non suonata, lentamente tende a deperire e, soprattutto, l’abbandono per tempi prolungati, non consentirebbe di correggere, con piccoli interventi tempestivi, le lievi modificazioni che quotidianamente intervengono a causa del tempo e del clima.
Ecco quindi una lista di tutto ciò che possiamo fare per tenere in ordine i nostri strumenti.
 
 
 
 
utte le varie parti in legno della cornamusa si montano per mezzo di incastri. La tenuta degli incastri viene garantita tramite legature di filo. Ogni legatura deve essere eseguita perfettamente in modo da non lasciare spazio a fughe d’aria, al contempo deve garantire una sufficiente facilità di montaggio e smontaggio. Soprattutto nei giunti dei bordoni destinati all’intonazione, la quantità di filo non deve essere eccessiva in modo da poter operare su di essi con una sola mano durante le fasi di intonazione.
In commercio si possono trovare fili cerati, impeciati o senza nessun tipo di copertura. Si consiglia l’acquisto di filo senza aggiunta di cera o pece. In questo modo ogni suonatore potrà ricoprirlo del materiale più adatto secondo le esigenze del momento.
I giunti dei ceppi, quelli più vicini alla sacca, e i giunti di intonazione dei bordoni hanno necessità diverse, è bene quindi operare in modo differente.
Per i giunti dei ceppi il primo avvolgimento va fatto con filo molto impeciato, in modo da renderlo solidale al legno, mentre gli avvolgimenti successivi vanno completati con filo cerato fino ad arrivare allo spessore ottimale. Per i giunti di intonazione dei bordoni il primo avvolgimento va effettuato sempre in filo impeciato mentre gli avvolgimenti successivi vanno completati in filo non ricoperto per garantire al contempo solidità e fluidità di movimento. La parte più esterna di ogni legatura può essere spalmata con grasso da sughero per strumenti musicali in modo da rendere fluido lo scorrimento dei giunti. Sui bordoni, la legatura verso i ceppi deve sempre essere più solida rispetto a quella dei giunti di intonazione in modo da evitare di sfilare l’intero bordone dalla sacca durante la fase di intonazione. La legatura va eseguita in modo uniforme disponendo omogeneamente gli avvolgimenti fino a raggiungere lo spessore necessario.
Se il legno si ritira bisogna aggiungere filo, se il legno aumenta di volume bisogna tempestivamente togliere filo per evitare che l’innesto si blocchi. Se la legatura si degrada con l’uso o non è più solidale al legno bisogna rimuoverla completamente e farla nuova.
Se una legatura è stata fatta con troppi avvolgimenti e, dopo una lunga suonata o un aumento repentino dell’umidità, non si riesce più a sfilare il pezzo, non bisogna assolutamente forzare. Il legno potrebbe rompersi. Riporre lo strumento in un ambiente asciutto e riprovare dopo diverse ore. Se continua ad essere bloccato contattare il costruttore.
 
 
 
 
importante che la foratura interna dell’insufflatore consenta il maggior passaggio d’aria possibile. Un insufflatore che lasci passare poca aria renderà faticosa la suonata e causerà instabilità e difetti di intonazione. L’insufflatore può accumulare una grande quantità di sporco ed è importante quindi pulirne regolarmente il foro con una spazzola in modo da rimuovere ogni possibile occlusione.
Bisogna inoltre controllare periodicamente la buona funzionalità della valvola montata alla fine dell’insufflatore. Per fare questo bisogna smontare i bordoni e il canto e chiudere i ceppi con dei tappi lasciando montato solo l’insufflatore; gonfiare la sacca al massimo e controllare che dall’insufflatore non esca aria. Se si dovessero presentare delle perdite bisognerà controllare attentamente lo stato della valvola ed eventualmente sostituirla con una nuova. Assicurarsi sempre che la valvola sia ben umida prima di effettuare il controllo. Se la valvola dovesse essere secca, inumidirla con qualche goccia d’acqua per consentire alla pelle di ammorbidirsi e sigillare bene la foratura.
 
 
 
 
e forature dei ceppi vanno pulite regolarmente fino alla base utilizzando una spazzola o dei tamponi di carta. Al loro interno può depositarsi un gran quantitativo di prodotto utilizzato per il trattamento delle sacche. Un deposito eccessivo di questo materiale nel tempo può provocare problemi di stabilità dei bordoni. Bisogna inoltre controllare che le legature dei ceppi alla sacca siano sempre in ordine e non lascino trafilare aria. Per fare questo seguire lo stesso procedimento riservato al controllo della valvola dell’insufflatore e controllare che sul punto di giunzione tra la pelle della sacca e i ceppi non si presentino delle piccole fughe d’aria. Le fughe possono essere individuate ascoltandone il leggero sibilo oppure se si vedono apparire delle bollicine.
 
 
 
 
opo ogni suonata è bene smontare i bordoni e controllare che non si sia formata troppa condensa al loro interno. In tal caso è bene aiutarne l’asciugatura tamponando la foratura interna con una spazzola morbida o un panno.
 
 
 
 
uesta è la parte più importante dello strumento e anche la più fragile. Bisogna sempre maneggiarla con estrema cura per evitare rotture irreversibili. Il fatto di essere rivolta verso il basso fa si che al suo interno possa depositarsi una grande quantità di sporco che, in breve tempo, potrebbe causare grandi alterazioni dell’intonazione. Bisogna quindi pulire regolarmente la foratura interna con una spazzola morbida soprattutto nella parte più alta che è anche la più stretta. Allo stesso modo bisogna prestare particolare attenzione alla pulizia di tutti i fori digitali. Il grasso delle dita e lo sporco in genere tendono infatti a depositarsi al loro interno alterando, anche significativamente, l’intonazione dello strumento. Una particolare attenzione va rivolta al canto nel momento in cui lo si sfila o lo si innesta nel suo ceppo. Durante queste operazioni bisogna sempre afferrare il canto sulla parte più alta vicina al ceppo e facendo forza solo sulla parte di tornitura più larga. Impugnando più in basso si andrebbe solo a torcere le fibre del legno sul punto più sottile provocandone la rottura improvvisa. Nel caso del canto bisogna quindi seguire le indicazioni date precedentemente sulle legature in maniera ancor più scrupolosa in modo che l’innesto non sia mai troppo duro ne troppo lasco.
Quando si sfila o si innesta il canto bisogna inoltre mantenerlo sempre in asse rispetto al suo ceppo. Inclinare il canto durante queste operazioni comporta quasi sempre la rottura o il danneggiamento dell’ancia dal momento che andrebbe inevitabilmente ad urtare contro la parete interna del ceppo.
 
 
 
 
olto spesso si tende a non tenere in dovuta considerazione la manutenzione della sacca. Questo è un errore molto grave perché senza una sacca in perfette condizioni, anche per un musicista virtuoso, sarà impossibile tirare fuori qualcosa di buono dallo strumento.
Le sacche vengono confezionate con pelle animale che può essere di pecora (in alcuni casi anche di capra) o bovina. Quelle di pecora danno grandi vantaggi in termini di comodità, controllo dell’umidità e resa sonora ma quelle in pelle bovina sono di gran lunga più diffuse. Questo perché le sacche in pelle di pecora sono molto delicate mentre quelle in pelle bovina danno comunque ottimi risultati e sono estremamente più robuste e durevoli.
Una sacca, che sia di pecora o bovina, deve essere un’ottima riserva d’aria e non deve presentare perdite di nessun tipo. Per controllare la tenuta di una sacca applicare sempre la procedura descritta nel paragrafo dedicato al controllo della valvola. Una volta tappati tutti i ceppi e gonfiata la sacca al massimo questa deve essere in grado di mantenersi gonfia per qualche minuto. Se invece dovesse sgonfiarsi rapidamente vuol dire che c’è un problema, si consiglia allora di contattare il costruttore per ricevere il giusto consiglio.
Oltre a questi controlli della tenuta è di fondamentale importanza trattare periodicamente l’interno della sacca con appositi prodotti che si trovano in commercio con il nome di “Bag Seasoning”.
Molto spesso si tende a dimenticare questo trattamento perché in genere una sacca in pelle bovina di qualità non presenta quasi mai problemi di tenuta. In realtà il trattamento è importante non solo per la tenuta della sacca ma per tutta un’altra serie di effetti positivi che non bisogna trascurare.
In primo luogo la pelle animale tende a seccarsi e idratarsi esattamente come il legno. Se noi lasciassimo seccare troppo la sacca questa si ritirerebbe provocando fughe d’aria all’altezza dei ceppi. In più, una pelle secca, rischia più facilmente di rovinarsi e di screpolarsi. Il trattamento ha anche un fondamentale ruolo di regolatore dell’umidità. Alcuni dei suoi ingredienti lo rendono igroscopico permettendogli di catturare parte dell’umidità durante la suonata per poi rilasciarla lentamente una volta a riposo. Infine il trattamento contiene anche sostanze antibatteriche e antifungine di grande importanza per la salute del suonatore.
Quando bisogna fare il trattamento? La risposta varia moltissimo in base all’utilizzo dello strumento e alle condizioni climatiche alle quali viene sottoposto. In alcuni casi basta un trattamento ogni 8 mesi in altri anche ogni 2 o 3 mesi. Per capire quando è il momento basta sfregare le pareti interne della sacca una contro l’altra; se si sente una sostanza gelatinosa all’interno allora non c’è bisogna d’intervenire, se invece le pareti interne grattano e risultano secche al tatto allora bisogna procedere con il trattamento.
 
 
 
 
er fare il trattamento bisogna smontare dalla sacca i bordoni, il canto e l’insufflatore e riempire i ceppi per tutta la lunghezza con tamponi di carta in modo che il trattamento non li sporchi all’interno. Seguire le indicazioni che si trovano sull’etichetta per la preparazione del prodotto e versarlo all’interno della sacca attraverso il ceppo del canto. Riempire di carta anche il ceppo del canto, adagiare la sacca sul tavolo e iniziare a massaggiarla in modo da stendere il trattamento in modo uniforme all’interno della sacca, lavorando molto bene soprattutto sulla zona della cucitura, sulle legature dei ceppi e sulla zona sotto l’insufflatore. Dopo aver spalmato bene il trattamento appendere la sacca con il ceppo del canto verso il basso, riporre una vaschetta sotto il ceppo, togliere il tampone di carta e lasciare scolare l’eccesso per qualche ora. Pulire bene l’interno di tutti i ceppi, riporre la sacca distesa su di un piano e lasciarla riposare tutta la notte. Il giorno dopo la cornamusa è pronta per essere montata e suonata.
 
 
 
 
l legno è un materiale organico che va nutrito in modo da preservarlo nel tempo. L’esposizione agli agenti atmosferici e alla condensa che si crea durante l’uso, creano forti stress alle fibre del legno ed e quindi importante oliarlo periodicamente.
Esistono oli specifici per strumenti musicali ma in genere sono tutte sostanze di origine minerale che sconsiglierei di usare. A mio avviso il miglior olio per la cura del legno è l’olio di mandorle dolci. Per essere certi che non abbia aggiunte di altri ingredienti è meglio acquistarlo in erboristeria chiedendo olio di mandorle dolci puro e spremuto a freddo. Viene venduto con la dicitura “Integratore alimentare”.
L’olio va steso su tutte le superfici in legno dello strumento, sia all’esterno che lungo le forature. Per oliare l’esterno basta utilizzare un panno morbido imbevuto d’olio mentre per l’interno l’operazione è più complessa e ci si può aiutare con spazzole apposite per strumenti musicali o versando direttamente l’olio lungo la foratura. Se si versa l’olio direttamente dentro le forature bisogna prima coprire il piano di lavoro con carta assorbente o cartone in modo da tamponare eventuali colature. L’oliatura dei ceppi richiede un po’ di attenzione in modo da non sporcare la sacca. L’interno dei ceppi può essere oliato con un tampone di panno o carta imbevuto di olio mentre l’esterno va oliato con un panno evitando di macchiare la pelle della sacca.
La foratura interna del canto, quando viene oliata, tende a far crescere l’intonazione dello strumento nei primi giorni. Evitare quindi di oliare la foratura del canto pochi giorni prima di dover suonare con altre cornamuse o strumenti ad intonazione fissa.
Una volta oliate tutte le parti in legno lasciarle asciugare almeno un paio di giorni prima di montare nuovamente lo strumento. Di solito, durante il processo di oliatura, tutte le legature degli innesti vengono sporcate d’olio, si consiglia quindi di cogliere l’occasione per farle tutte nuove prima di montare lo strumento.
Quando bisogna oliare il legno?  Come nel caso del trattamento alla sacca, la risposta varia moltissimo in base all’utilizzo dello strumento e alle condizioni climatiche alle quali viene sottoposto. Uno strumento esposto continuamente a cambi climatici, trasportato nel bagagliaio dell’ automobile sotto il caldo estremo dell’estate o costretto a suonare all’aperto nella stagione invernale dovrà essere oliato più spesso di uno utilizzato esclusivamente in casa. Esistono poi paesi con climi molto secchi durante tutto l’anno o, al contrario, climi molto umidi. In ultima analisi anche il tipo di legno incide moltissimo sui ritmi di oliatura. Legni esotici molto duri come i palissandri (ad esempio Dalbergia melanoxylon o Dalbergia retusa) tendono a fendersi più facilmente dei legni europei e bisogna quindi oliarli più spesso.
Tenendo conto solo dei legni duri europei, seguire il seguente schema di massima basato sull’umidità relativa dell’aria:
 
- 51% o più di umidità relativa – oliare il legno ogni 8 mesi
- tra il 40% e il 50% di umidità relativa – oliare il legno ogni 6 mesi
- sotto il 39% di umidità relativa – oliare il legno ogni 4 mesi
 
 
 
 
er custodire correttamente lo strumento bisogna utilizzare custodie adatte per strumenti musicali, adeguatamente imbottite all’interno e sufficientemente rigide all’esterno per garantire l’incolumità della cornamusa durante il trasporto.
Appena conclusa la sessione di esercizio o il concerto bisogna smontare le varie parti e controllare che non si sia depositata eccessiva condensa. In tal caso tamponare tutte le forature con una spazzola morbida o un panno.
Per quanto riguarda i bordoni bisogna smontare le sezioni superiori (una per i tenori e due per i bassi) e riporle nella custodia. Le sezioni innestate nei ceppi vanno lasciate montate per proteggere le ance semplici durante il trasporto. Bisogna comunque sfilare l’innesto di almeno 10 mm. per allentare la tensione del legno nei ceppi.
L’insufflatore raccoglie una quantità enorme di condensa e quindi va smontato e riposto separatamente nella custodia avendo cura di proteggere la valvola in modo che non si danneggi durante il trasporto.
Il canto va smontato allo stesso modo soprattutto per lasciare arieggiare l’ancia doppia. L’ancia doppia del canto è molto delicata e basta lasciarla montata umida nella sacca per una notte per ritrovarla aggredita dalla muffa. Le cornamuse che costruiamo sono tutte dotate di un doppio ceppo che consente di rimuovere il canto lasciando protetta l’ancia. Nel caso non si disponesse di questo doppio ceppo bisognerà coprire l’ancia con una capsula di protezione adeguata.
A questo punto è possibile riporre la sacca con le prime sezioni di bordone all’interno della custodia.
Durante la primavera e l’estate queste precauzioni sono sufficienti per conservare bene lo strumento. Nei mesi più freddi e in ambienti con elevata umidità può essere indispensabile estrarre le varie parti una volta tornati a casa e lasciarle all’esterno della custodia per facilitare l’asciugatura.
E’ importante tenere sempre sotto controllo l’umidità dell’ambiente nel quale riponiamo lo strumento. Per fare questo bisogna attrezzarsi con un piccolo termo-igrometro da lasciare sempre all’interno della custodia.
L’umidità relativa dell’aria adatta agli strumenti musicali è 50%-55%. Se il termo-igrometro dovesse segnalare un’umidità inferiore bisognerà tempestivamente alzarne il livello riponendo all’interno della custodia un umidificatore per strumenti musicali al fine di evitare deformazioni o spaccature nel legno. Se l’umidità relativa dovesse essere molto alta bisogna assicurarsi un buon arieggiamento delle parti per evitare la formazione di muffe.
 
 
 
 
a causa principale della formazione di crepe negli strumenti a fiato è la differenza di umidità tra la parete interna della foratura e la superficie esterna dello strumento. L’aria introdotta nello strumento dal musicista arriva nei canneggi ad una temperatura intorno ai 30 °C e con un’umidità relativa superiore al 95%. In queste condizioni l’umidità tende a condensare sulle pareti interne e viene assorbita dal legno che inizia a dilatarsi. L’esterno dello strumento, rimanendo più secco, non riesce ad assecondare questa tensione interna e, in casi estremi, la libera spaccando il legno. Questa tendenza aumenta con l’aumentare degli spessori del legno perché in questi casi è più grande la differenza di umidità tra interno ed esterno. Il momento dell’anno nel quale si verificano più spesso queste rotture è quello in cui le temperature sono più basse.
Suonando all’aperto durante i mesi invernali accade che l’umidità del fiato si condensi istantaneamente all’interno delle forature e, non riuscendo ad evaporare a causa delle basse temperature, continui ad impregnare l’interno del legno a grande velocità. In questi casi, una spaccatura sulla parete esterna può verificarsi anche durante la suonata ma più facilmente si svilupperà durante la notte. Nel momento in cui riportiamo lo strumento in un ambiente riscaldato si accentuerà ancor più repentinamente la differenza di umidità tra parete interna ed esterna fino a far cedere il legno e il giorno dopo faremo la triste scoperta aprendo la custodia.
Sottoponendo in modo prolungato lo strumento a questi stress la domanda corretta non è SE il legno si fessurerà ma solo, QUANDO si fessurerà.
In questi casi, tra i musicisti amatoriali, nasce facilmente la leggenda secondo la quale “è stata fatta con una partita di legno difettosa” o “il legno non era ben stagionato”. Questo tipo di analisi non hanno riscontro scientifico perché se il legno non fosse adeguatamente stagionato tenderebbe a fendersi più facilmente nei mesi caldi e soprattutto con una certa uniformità di incidenza tra interno ed esterno. Questo tipo di crepe intervengono invece quasi sempre durante i mesi freddi, con strumenti sottoposti a lunghe suonate in esterno e con un incidenza bassissima tra i suonatori esperti.
Evitare di usare strumenti a fiato di legno in situazioni estreme sarebbe la soluzione migliore ma se ci trovassimo nella condizione di doverlo fare sarebbe opportuno prendere alcune precauzioni.
Prima di tutto oliare molto bene lo strumento con olio di mandorle come indicato nella sezione “oliatura del legno” soprattutto nei punti dove il legno ha uno spessore maggiore. Questo impedirà all’umidità di penetrare facilmente all’interno del canneggio e manterrà l’esterno dello strumento ben idratato. Avere una sacca ben trattata in modo che svolga la sua funzione igroscopica al meglio. Eventualmente montare una trappola per la condensa. Terminata la suonata asciugare con attenzione tutte le forature ed evitare di riporre lo strumento in un ambiente troppo caldo e secco. Se si abita in una casa ben riscaldata è meglio lasciare lo strumento nella stanza più fresca in modo che l’evaporazione sia la più lenta e omogenea possibile. Se l’umidità relativa della casa dovesse essere molto bassa, aggiungere un umidificatore da strumenti musicali all’interno della custodia. Se possibile non stressare nuovamente lo strumento per almeno un paio di giorni e sperare infine nella buona sorte.
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