uesta è sicuramente la domanda che più spesso ci viene rivolta durante la presentazione del nostro lavoro nei saloni di liuteria o nelle varie occasioni d’incontro con musicisti e appassionati.
Come spesso accade, la risposta dipende da tanti fattori. La passione per lo strumento in particolare e per la musica in generale è l’ingrediente più importante.
Qualche volta questo legame tra la persona e lo strumento nasce al primo colpo d’occhio e al primo ascolto, altre volte matura lentamente nel tempo e così non è sempre facile trovare una risposta per chi si avvicina per la prima volta a questi strumenti e può rimanere un dubbio: “Ma io avrò tutta questa passione?”
 
rovo allora a dare qualche indicazione un po’ più pratica per orientarsi nel mondo delle cornamuse:
 
le cornamuse non hanno tante note, generalmente possono averne solo 9, alcune arrivano a 18 e nel caso di strumenti particolarmente sofisticati si arriva al massimo ad una trentina. Questo vuol dire che le dita, per poter eseguire le varie note della melodia, devono esercitarsi su un numero abbastanza limitato di movimenti. Ecco, questo può rincuorare… ma passiamo oltre…
 
le cornamuse sono costruite in modo tale che il suono non si ferma mai. Una volta partite continuano a suonare fino alla fine del brano. Come si fa allora a dividere una nota dall’altra? Tra una nota e l’altra della melodia bisogna inserire un terzo suono, o gruppo di suoni, che dia l’impressione della divisione tra le note e in seguito del ritmo. Questo vuol dire in sostanza che i movimenti delle dita adesso si complicano un pochino.
 
la musica ha un suo tempo. Per suonare la cornamusa bisogna invece interiorizzare due “tempi” differenti. Quando suoniamo questi strumenti non li alimentiamo direttamente con la bocca, come un flauto, un clarinetto o un oboe, ma attraverso una sacca che funziona da riserva d’aria. Si riempie la sacca d’aria e si suona, quando abbiamo bisogno di respirare continuiamo ad alimentare lo strumento premendo con il braccio per poi immettere ancora aria in un ciclo continuo. Questo ciclo ha un suo ritmo che dipende dalla nostra capacità polmonare, dalla dimensione della sacca e dalla richiesta d’aria dello strumento e rimane invariato indipendentemente dalla velocità del brano che stiamo eseguendo. In pratica bisogna raggiungere una certa indipendenza tra il ritmo della respirazione e quello della musica. Per certe persone è un gesto più spontaneo, per altre un po’ più difficile da raggiungere all’inizio. In entrambi i casi esistono tutta una serie di esercizi che ci possono accompagnare nell’apprendimento e nell’affinamento di questa abilità.
 
un altro punto sul quale riflettere è la manutenzione dello strumento. Tutti gli strumenti musicali hanno bisogno di manutenzione per poter rimanere in ordine e ben intonati. La quantità di tempo da dedicare a questa pratica varia da strumento a strumento e soprattutto non sempre è di competenza del musicista. Alcune volte può essere sufficiente delegarla al liutaio o ad un tecnico specializzato. Nel caso delle cornamuse la manutenzione è un impegno quotidiano il cui apprendimento deve seguire di pari passo lo studio della musica e, per quanto riguarda gli interventi ordinari, è quasi sempre di competenza dello stesso musicista. Le cornamuse sono costruite con diversi materiali: la pelle per la sacca, il legno per i vari canneggi, la canna per le ance del canto e dei bordoni. Essendo tutti materiali naturali sono soggetti a variazioni a causa del trascorrere del tempo e del variare del clima. Con l’esperienza si impara a gestire tutte queste variabili in modo da mantenere sempre in ordine lo strumento. All’inizio può spaventare ma con il tempo si apprende a gustare la bellezza di questa cura continua. Le cornamuse sono strumenti con un lato anche molto fisico, intimamente legati al loro suonatore, la posizione con la quale si suonano suggerisce già questo abbraccio. Per il musicista è importante avventurarsi in questa ricerca perché solo così riuscirà a comprendere le necessità del suo strumento, i segreti della sua voce e il modo migliore per rapportarsi nella pratica musicale.
 
er accompagnare gradualmente gli appassionati in questa avventura è nato in provincia di Padova un corso di cornamusa. L’occasione si è sviluppata dall’incontro tra Musica Inspirata e l’Associazione Banda di Selvazzano, una magnifica realtà del nostro territorio che all’attività bandistica affianca una qualificata proposta didattica.
 
 
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